Nessuna illusione, la crisi è definitiva

Distinguerei nettamente tra il ritorno di Berlusconi alla politica e il benservito al governo Monti con il conseguente ritorno alla politica eletta dai cittadini. Il ritorno di Berlusconi alla politica lo si può spiegare con una parabola: fino a quando a Berlusconi è piaciuto essere circondato da belle donne, Nicole Minetti andava benissimo come consigliere regionale. Adesso che lui si ripresenta e vuole ripristinare la propria immagine, si chiede alla Minetti di dimettersi. di Piero Ostellino Leggi l'intervento di Pietrangelo Buttafuoco
9 AGO 20
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Pubblichiamo il secondo di una serie di interventi apparsi sul Foglio di oggi sul ritorno politico di Berlusconi. Altri seguiranno sul sito nel corso della giornata.
Distinguerei nettamente tra il ritorno di Berlusconi alla politica e il benservito al governo Monti con il conseguente ritorno alla politica eletta dai cittadini. Il ritorno di Berlusconi alla politica lo si può spiegare con una parabola: fino a quando a Berlusconi è piaciuto essere circondato da belle donne, Nicole Minetti andava benissimo come consigliere regionale. Adesso che lui si ripresenta e vuole ripristinare la propria immagine, si chiede alla Minetti di dimettersi. La mia domanda è: ma che razza di partito è mai questo e quale credibilità, non per Bersani, ma per gli elettori, ha un partito che ragiona così?
Secondo aspetto: il benservito a Monti. Il ritorno della politica parlamentare, cioè dei partiti che sono stati eletti dagli elettori, è indubitabilmente un fatto positivo, anche perché il governo Monti non ha dato una grandissima prova di sé. Direi anzi che è stato un governo caratterizzato da una connotazione fortemente burocratica, portato per mano dal presidente della Repubblica che è diventato il vero capo dell’esecutivo e spinto in avanti dalla Merkel. Malgrado questi fattori, il governo Monti è rimasto quello che era, ovvero un governo di persone che non hanno la minima idea di dove siano finite. Facciamo un esempio semplice: uno dei fondamentali per la credibilità di un paese è il rapporto tra debito e pil. Il governo Monti è riuscito contemporaneamente in questi mesi a far risalire il debito di oltre 50 miliardi e a deprimere il pil. In buona sostanza ha fatto esattamente l’opposto di quello che bisognava fare per dare credibilità al nostro debito. A queste condizioni è molto difficile dare credibilità al paese. Ecco, distinguendo le due cose: i partiti che tornano sono migliori di questa incapacità che hanno dimostrato i tecnici di governare quantomeno la crisi del nostro debito pubblico? A mio avviso, se non lo sono stati fino a novembre dell’anno scorso, quando si è incardinato il governo Monti, c’è da dubitare che lo siano anche adesso. Quindi il ritorno di Berlusconi alla politica non ha nessun senso. E’ un’operazione di marketing. Il fare politica dei partiti è invece un problema politico. Servirebbe una grande semplificazione normativa, legislativa e amministrativa in grado di liberare il paese da lacci e lacciuoli, anche attraverso la diminuzione della spesa pubblica e la riduzione delle tasse. Non facciamoci illusioni, l’Italia è in crisi definitiva. E la nostra agonia durerà ancora a lungo.
di Piero Ostellino
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